Efficientamento energetico

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377_pannelli-fotovoltaici-scuola-0L’articolo 26, comma 3, lettera b) , del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, “Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea”, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, prevede, in materia di tariffe incentivanti dell’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici, l’emanazione, entro il 1° ottobre 2014, di un decreto del Ministro in indirizzo, sentita l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, di determinazione delle percentuali di rimodulazione della tariffa.

Nello specifico, il citato comma 3 prevede infatti che a decorrere dal 1° gennaio 2015, la tariffa incentivante per l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore a 200 kilowatt venga rimodulata, a scelta dell’operatore, sulla base di una delle opzioni introdotte da comunicare al gestore servizi energetici entro il 30 novembre 2014. In forza delle disposizioni introdotte i soggetti titolari di un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 200 kilowatt si sono visti decurtare l’incentivo con una modalità retroattiva che si presta sicuramente a ricorsi sulla sua costituzionalità.

In data 14 ottobre 2014 tale decreto ministeriale non risulta emanato. In sua assenza l’operatore si trova di fatto vincolato alla scadenza del 30 novembre, ma nell’impossibilità reale di effettuare una scelta consapevole frutto delle necessarie analisi economiche e finanziarie.


 

Alla luce di quanto sopra Battiti si è mossa in sede parlamentare e grazie all’intervento del nostro Senatore Stefano Bertacco ha chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico di conoscere:
• la ragione per la quale il termine del 1° ottobre 2014 per l’emanazione del decreto ministeriale non sia stato rispettato, posto che la sua vacanza reca un considerevole danno economico alle imprese;
• se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno prevedere una proroga del termine del 30 novembre di almeno tanti giorni quanti saranno quelli di ritardo accumulato dalla mancata adozione del provvedimento, al fine di garantire alle imprese un tempo sufficiente per valutare quale opzione sia la meno pregiudizievole per ciascun impianto.
In considerazione dell’importanza del tema trattato Vi terremo aggiornati.